40) Stirner. Se domina la ragione, soccombe la persona.
Riportiamo uno dei numerosi punti dell'opera in cui Stirner
combatte contro la ragione epistemica, ideale della borghesia, che
fa violenza all'uomo. Questa sua posizione sar poi ripresa anche
da Dostoevskij nelle Memorie dal sottosuolo.
M. Stirner, L'unico e la sua propriet (vedi manuale pagine 20-
21).
Con l'et della borghesia ha inizio anche quella del liberalismo.
Si vuol vedere realizzato dappertutto ci che  razionale,
conforme allo spirito del tempo, eccetera La seguente
definizione del liberalismo, che vorrebbe esaltarlo, ne determina
perfettamente il carattere: Il liberalismo non  altro che la
conoscenza razionale applicata ai nostri rapporti esistenti. Sua
meta  un ordine razionale, un comportamento morale, una
libert limitata, non l'anarchia, l'assenza di leggi,
l'individualismo. Ma, se domina la ragione, soccombe la persona.
L'arte ha da tempo non solo ammesso la bruttezza, ma l'ha ritenuta
necessaria per la propria esistenza e l'ha accolta in s: essa ha
bisogno del malvagio, eccetera Anche in campo religioso i liberali
pi radicali vanno tanto avanti da volere che anche l'uomo pi
religioso sia considerato un cittadino dello Stato, cio come il
malvagio religioso; non vogliono pi saperne di processi agli
eretici. Ma contro la legge razionale nessuno deve ribellarsi,
altrimenti lo si minaccia con la pi severa - punizione. Non si
vuole che la persona, cio che io abbia libert di movimenti e
valore autonomo: questi sono riservati alla ragione e si proclama
appunto il dominio della ragione, che  un dominio come un altro.
I liberali sono zelanti, non per la fede, per Dio, eccetera, 
vero, ma certamente per la ragione, loro signora. Essi non
sopportano l'impudenza, e quindi nemmeno lo sviluppo e la
determinazione autonoma dell'individuo, che perci tutelano,
facendo concorrenza, in questo, ai dominatori pi assoluti.
 [...].
 E la conseguenza ulteriore? Non il singolo  l'uomo, ma un
pensiero, un ideale  l'uomo, al quale il singolo non si rapporta
neppure come il bambino all'uomo adulto, ma invece come un punto
segnato col gesso al punto pensato o come - una creatura finita al
creatore eterno o, secondo le idee pi recenti, come l'esemplare
alla specie. Ecco allora l'esaltazione dell'umanit,
dell'umanit eterna e immortale per la cui gloria (in maiorem
humanitatis gloriam) il singolo deve dar tutto se stesso,
considerando suo vanto imperituro l'aver fatto qualcosa per lo
spirito dell'umanit.
[...].
Da sempre si tenta affannosamente di plasmare gli uomini in modo
da farne esseri morali, razionali, pii, umani, eccetera, cio di
ammaestrarli. Ma questi tentativi sono sempre naufragati contro lo
scoglio della egoit indomabile, della natura propria,
dell'egoismo.
M. Stirner, L'unico e la sua propriet, Adelphi, Milano, 1979,
pagine 113-114, 345 e 346-347.
